WordCamp Torino 2017: “Getting Started With WordPress Plugin Development” (Talk)

This morning I gave a talk about how to get started with WordPress Plugin Development at WordCamp Torino 2017.

"Harry Plugin & The Power of WordPress" written in the style of Harry Potter

Here you can find the video and the slides of my talk, enjoy 🙂






WordPress Plugins are powerful tools that let us extend WordPress and turn it into whatever we want. What’s their secret? Join me if you want to know more about them and get started developing your own Plugin! I’ll tell you a story about magic, dangerous pirates, brave bowmen and ancient castles…

Introduction to WordPress Plugins

49 472 WordPress Plugins are available in the official repository. That’s a huge number! And they are just the Plugins available on wordpress.org. They are much more. For example, think about vendors that sell their own Plugins on their platforms or the thousands of Plugins loaded on GitHub, but never submitted to the official repository.

For many people Plugins are surrounded by mystery. It seems that WordPress provides us with a powerful magic wand to get anything we want. To turn WordPress into whatever we want.

What is a Plugin?

The shortest answer is a package of code. More specifically, a package of PHP code. That’s it.

The most straightforward Plugin is made up of a single unique PHP file. For example Hello Dolly, a Plugin that you’ve probably never used, but you have seen it at least once since it is delivered together with WordPress.

It’s important to understand how Plugins are related to WordPress itself. There are three major components: Core, Themes and Plugins. The Core is the application itself. Themes allow to display some data to users and to choose the look and presentation of your website. Finally, we have Plugins.

Plugins are used to extend WordPress functionalities or to add new ones. At this point, you can ask why not to modify the WordPress Core directly. Continue reading “Introduction to WordPress Plugins”

Pride and Prejudice. A WordPress Story

“It is a truth universally acknowledged, that each person in possession of a good website, must have used WordPress.”

WordPress Logo over a split blue/red background

That’s how our story begins, just like Jane Austen’s Pride and Prejudice. Join me on this journey through the World of WordPress! Get ready for exploring commonplaces, facing fearful stereotypes and rescuing users in danger until the untold secret will be unveiled… Continue reading “Pride and Prejudice. A WordPress Story”

How to setup gdb and Eclipse to debug C++ files on macOS Sierra

Last Update: 16 October 2018

Using gdb debugger on macOS is no longer straightforward since Xcode stopped using it and replaced it with lldb. Starting from macOS Sierra, there are several steps to follow to make it work.

Install gdb

The easiest way to install gdb is by using Homebrew: “the missing package manager for macOS”. If you don’t have it installed, open your Terminal prompt and write this command:

/usr/bin/ruby -e "$(curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Homebrew/install/master/install)"

Once you have Homebrew, you can install gdb. If you’re using High Sierra (macOS  10.13), be aware that gdb 8.1 and 8.2 are not compatible. Instead, use gdb 8.0.1.

To install the latest version of gdb, run this command:

brew install gdb

You can install a specific version in this way:

brew install [email protected]

In case you already have a newer version of gdb, brew allows you switch version with the following command:

brew switch gdb 8.0.1

By running this command, you can find out your gdb version:

gdb --version

Take note of the version: you’ll need it later. In my case, it is 8.0.1.

Continue reading “How to setup gdb and Eclipse to debug C++ files on macOS Sierra”

Il Web ci rende liberi? Gianni Riotta e la dialettica della rivoluzione digitale

La copertina del libro "Il Web ci rende liberi?" di Gianni Riotta, pubblicato da Einaudi
“Il Web ci rende liberi?” di Gianni Riotta, pubblicato da Einaudi

Il Web ci rende liberi? è l’ultimo saggio scritto dal professor Gianni Riotta, che s’interroga sulla domanda che dà il titolo al libro e prova a fornire una risposta soddisfacente. È un’analisi brillante e coinvolgente, in cui Riotta considera tutte le categorie della cosiddetta ‘Rivoluzione Digitale’ con rigore e lucidità intellettuale, senza pregiudizi o affrettate posizioni di parte. Solo nell’ultimo capitolo, infatti, l’autore rivela la sua posizione e spiega perché non si è schierato con le teorie analizzate nel corso della trattazione.

Pur non rivelando da subito la sua posizione, il saggio non è freddo o impersonale, ma è caratterizzato dalle esperienze autobiografiche dell’autore, che costituiscono la base degli argomenti trattati. Riotta, infatti, scrive spesso di come ha vissuto le novità nel campo delle tecnologie della comunicazione, rivela le prime impressioni, perplessità e sogni sul futuro di questi nuovi strumenti. In questo modo coinvolge emotivamente il lettore, che percepisce come la Rivoluzione Digitale abbia influito realmente sugli individui.

‘Individuo’ è una delle parole chiave del libro. Più volte l’autore sottolinea il passaggio dal secolo delle Masse, il Novecento, al secolo dell’Individuo, della Persona: il ‘secolo Personal’. Proprio dall’individuo bisogna partire per intraprendere il percorso di comprensione del Web. Scrive Riotta: “Dobbiamo guardare a noi, gli artefici e artigiani della tecnologia, prima che al software e all’hardware”. Continue reading “Il Web ci rende liberi? Gianni Riotta e la dialettica della rivoluzione digitale”

Riotta e Revelli: politica e digitale al Salone del Libro di Torino

Marco Revelli presenta "Finale di Partito" - SalTo13

Torino. La quarta giornata al Salone Internazionale del Libro di Torino è stata dedicata in parte al tema politico.

Marco Revelli: Finale di Partito

Marco Revelli presenta "Finale di Partito" - SalTo13Alle 10:30 il politologo Marco Revelli ha presentato il suo nuovo libro “Finale di partito“, insieme con il giornalista Bruno Manfellotto. Il giornalista ha cominciato il suo intervento chiarendo il significato del titolo: non significa fine, ma la parte finale di un sistema che ci porterà a un qualcosa che si comincia a intravedere alla fine del libro. “Serve un altro libro, un secondo tempo”, ha dichiarato Manfellotto. Il titolo non ha nulla a che vedere con il linguaggio calcistico, ma deriva dall’opera “Finale di partita” di Samuel Beckett. Ha spiegato che è importante leggerlo, perché è un’analisi tempestiva che affronta la trasformazione della forma partito tradizionale.

Fin dalla copertina è presente un’intuizione inedita che associa la crisi dei partiti alla crisi dell’industria: “Come l’impresa ha trasformato la sua struttura dopo la crisi del fordismo, così i partiti stanno cambiando natura dentro una clamorosa crisi di fiducia. E talvolta finiscono.” Il rapporto dei cittadini con la politica è cambiato: si vota la persona, mentre prima si votava il programma. Questo nuovo modo di scegliere il candidato rende determinante il ruolo dei media. Sulla sfiducia dei cittadini nei confronti dei politici, Manfellotto ha fatto notare i tre punti che hanno pesato di più: il primo è che sono peggiori i leader, c’è una peggiocrazia; il secondo è la globalizzazione, che ha portato la finanza ad avere un peso maggiore della politica; il terzo è la frammentazione degli interessi di categoria e persona. “La politica è passata da rappresentanza a rappresentazione”. Il popolo non si riconosce più nei politici i suoi rappresentanti, perché si comportano in modo diverso da noi, godono di privilegi. “Questo iato sfocia in rabbia e invidia sociale o in populismi“. Continue reading “Riotta e Revelli: politica e digitale al Salone del Libro di Torino”